Tasso di Sconto Bancario

Lo sconto bancario è un contratto utilizzato da quando sono comparse le banche e molto utilizzato fino a qualche anno fa, mentre negli ultimi tempi è stato sempre più sostituito da strumenti più moderni. Si tratta della pratica attraverso la quale una banca anticipa al cliente l’importo di un credito che questi vanta verso terzi, dietro il pagamento di un corrispettivo o tasso di sconto. Ha così luogo la cessione di un credito contro corrispettivo.

Cerchiamo di capire per quale motivo un privato dovrebbe cedere alla banca un proprio credito. Nella quotidianità, esso potrebbe avere bisogno di ottenere liquidità in anticipo rispetto alla scadenza pattuita per la riscossione del credito. Portandolo in banca a scontarlo, avrà accesso a questa liquidità prima del termine fissato per il pagamento da parte del debitore e ciò rappresenta uno strumento prezioso a disposizione di un’impresa.

Risulta essere evidente che la banca non sconterà un credito al cliente senza garanzie. Per prima cosa, essa vorrà verificare che il credito sia liquido e esigibile. Per questo, nella generalità dei casi accetterà solamente titoli esecutivi, come la cambiale, in quanto solamente così avrà la certezza che nel caso peggiore avrà a disposizione una tutela per escutere direttamente il patrimonio del debitore, senza passare per le procedure giudiziarie ordinarie, le quali sono lunghe e costose.

La banca offrirà il servizio al cliente applicandovi una commissione e una percentuale o tasso di sconto, proporzionale alla somma anticipatagli e alla durata di quello che sarebbe a tutti gli effetti un finanziamento, intercorrente dalla data di erogazione dell’importo e la data di scadenza del credito.

Ecco, quindi, che il creditore originario subirà una decurtazione della somma anticipata dalla banca, pari alla differenza tra il credito e le spese di commissione e di sconto applicate. Sarà suo interesse scontare il credito a una data quanto più vicina possibile alla scadenza, anche se, in effetti, l’importanza dello sconto consiste proprio nella capacità del cliente di ottenere liquidità anche con congruo anticipo rispetto al termine pattuito con il debitore per il pagamento.

Le commissioni tendono a coprire il costo operativo legato all’operazione e il tasso di sconto rappresenta la remunerazione per la banca. Nella pratica, lo sconto bancario per una cambiale consiste in una girata del creditore in favore dell’istituto di credito. Il primo resta esposto, però, verso il secondo, per cui, nel caso di mancato adempimento dell’obbligazione da parte del debitore, la banca avrà diritto a richiedere al creditore originario la somma anticipatagli, maggiorata degli eventuali interessi di mora pattuiti per contratto, ma senza altri oneri o risarcimento per danni subiti.

Al fine di cautelarsi dal rischio di credito, la banca accetta volentieri le cambiali bancarie, che si differenziano da quelle ordinarie per la sussistenza di alcune condizioni di garanzia per il creditore, le firme di chi la emette sono almeno due di altrettanti debitori solvibili, la scadenza prevista è inferiore ai 4 mesi, il pagamento deve essere effettuato in un luogo dove opera uno sportello della Banca d’Italia e il titolo possiede requisiti formali sul piano fiscale.

Va detto che lo sconto bancario raramente viene praticato come un’operazione isolata in favore del cliente. In genere, esso rientra all’interno di più ampi rapporti economici tra le due parti, tanto che si è soliti parlare anche di castelletto bancario, ovvero un limite massimo di operazioni di credito accordabili al singolo cliente. La banca si riserva la facoltà di respingere o accettare ogni singolo credito sulla base di una motivazione.

Abbiamo detto che lo sconto bancario tende ad essere ormai superato da altre forme contrattuali, come il factoring, che consiste nella cessione di un credito sorto nell’ambito dell’attività d’impresa e da parte di un imprenditore a un istituto specializzato, dietro il pagamento di un corrispettivo e con il diritto o meno dell’istituto di rivalersi sul creditore originario per il caso di mancata riscossione della somma verso il debitore, con la formula quindi pro solvendo o pro soluto.

L’entità degli interessi varia in base alla durata dell’anticipo accordato, la solvibilità del cliente e l’entità del credito. A differenza del factoring segnalato in precedenza, in questo caso la legge prevede che la cessione del credito possa avvenire solo con la formula pro solvendo, ovvero con diritto di rivalsa sul cliente, nel caso di inadempienza del debitore ceduto. Si tratta, infine, di un contratto reale, che si perfeziona con la consegna al cliente della somma corrispondente al credito ceduto, dedotte le commissioni e il tasso di sconto applicati.