Accettazione Bancaria

L’accettazione bancaria è una cambiale tratta, con la quale un soggetto, detto traente, ordina a una banca, definita trattaria, di pagare per suo conto una certa somma di denaro a un soggetto beneficiario e alla scadenza prestabilita. La banca ha stretto già un accordo preliminare con il traente, apponendo la sua firma sulla cambiale e diventando così obbligato principale nei confronti del beneficiario.

Grazie a questa operazione, l’accettazione bancaria diventa uno strumento negoziabile sul mercato, in quanto i soggetti beneficiari del pagamento possono decidere o di attendere la scadenza del documento per incassare la somma ivi indicata, oppure di riscuoterla in anticipo, cedendo la cambiale a un’altra banca, dietro l’applicazione di uno sconto.

Nella pratica, il beneficiario è solitamente un’impresa, specie operante sui mercati internazionali. Per questo, l’accettazione bancaria è uno strumento di agevolazione delle transazioni internazionali, perché le assicura e rende anche immediatamente esigibile una somma, che altrimenti dovrebbe attendere la scadenza per essere riscossa.

In altri termini, si tratta di un’operazione, che anche se non crea credito, fa circolare più velocemente la liquidità tra i soggetti interessati alla transazione e non. Gran parte delle accettazioni bancarie ha origine in operazioni internazionali, dove si ha una lettera di credito, con la quale si intende finanziare la negoziazione di beni non ancora consegnati da un esportatore straniero a un importatore nazionale. Il primo può godere della garanzia della banca, che appone sulla cambiale tratta il timbro di accettazione, da cui il nome.

Le accettazioni bancarie hanno, in genere, una scadenza di 30, 60 o 90 giorni e per quanto sopra detto sono considerate anche strumenti di credito documentario, in quanto il pagamento avviene contestualmente alla presentazione da parte del beneficiario di una lettera d’imbarco, di un documento comprovante una spedizione, una polizza di carico marittima, una fattura commerciale, consolare, un certificato di peso o qualità.

Facciamo un esempio per rendere più chiaro il significato di accettazione bancaria. Immaginiamo che un’impresa italiana abbia concluso con un’impresa tedesca un contratto di fornitura, con la quale quest’ultima s’impegna a spedire entro 60 giorni alla prima pezzi di carrozzeria per auto per un valore complessivo di 1 milione di euro.

A questo punto, l’acquirente italiano emette una lettera di credito, a fronte della quale s’impegna a versare alla controparte la somma di un milione di euro. Sulla base di questo documento, il venditore emette una cambiale tratta, sempre dal valore di un milione di euro, portandola in banca per l’accettazione, la quale apponendo il suo timbro, si vincola ad effettuare il pagamento, qualora l’impresa acquirente non onori la scadenza.

L’impresa esportatrice tedesca può presentare tale accettazione alla propria banca e riscuotere sin da subito il credito vantato, ma a sconto rispetto alla cifra ivi indicata, ossia incassando meno del milione di euro. Altrimenti, essa potrà attendere la scadenza e riscuotere l’intera cifra dovutale, al netto di eventuali commissioni.

Lo sconto applicato alla cambiale tratta rappresenta la remunerazione alla quale la banca trattaria attinge per avere fornito liquidità al venditore prima della scadenza, sostanzialmente erogandogli un credito di breve termine, sul quale dovrà essere dovuto, appunto, un certo tasso d’interesse. Il prezzo di negoziazione è dato dalla seguente formula, Valore nominale x giorni mancanti alla scadenza / (1+i) x 365 gg, dove i = tasso d’interesse applicato.

Riassumendo lo schema sopra accennato con l’esempio, si ha che un acquirente rilascia al venditore una lettera di credito, a fronte dell’impegno ad acquistare e pagare una data merce entro una scadenza prestabilita. Il venditore emette una cambiale tratta e la consegna alla banca, che la firma per l’accettazione.

A quel punto, questo documento può essere utilizzato dal venditore, creditore, per riscuotere sin da subito la somma presso la propria banca, ma a sconto, oppure viene mantenuto sino alla scadenza. Il sistema garantisce il pagamento della merce, quindi, agevola gli scambi, e allo stesso tempo sostiene la liquidità, perché dietro un certo interesse, il creditore può incassare nell’immediato quanto avrebbe altrimenti dovuto riscuotere solo dopo qualche mese.

Il cliente traente ha l’obbligo di fornire alla banca trattaria informazioni riguardanti la sua struttura organizzativa e sulla sua situazione finanziaria, attraverso l’invio di documentazione idonea.

L’accettazione bancaria era molto diffusa in Italia tra gli anni Settanta e Ottanta, ma a causa di un mutamento normativo fiscale è stata resa molto meno conveniente. Essa è soggetta, anzitutto, a un’imposta di bollo dello 0,1 per mille del valore di emissione.

L’emittente può dedurre gli interessi passivi in sede di dichiarazione dei redditi, dati dalla differenza tra il valore nominale del titolo e il prezzo di emissione. Sugli interessi e altri proventi corrisposti ai possessori di accettazioni bancarie, la banca opera all’atto del pagamento una ritenuta del 27% con obbligo di rivalsa, a titolo di acconto nei confronti soggetti residenti in Italia e di imposta in tutti gli altri casi. Le plusvalenze realizzate attraverso la cessione di accettazioni bancarie sono tassate con aliquota del 26%.